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ConsumerApp: la nova app per i consumatori

Per dare al consumatore la possibilità di avere informazioni sui propri diritti in modo semplice e immediato, attraverso dispositivi mobili e fissi, è stata realizzata una nuova app dal nome ConsumerApp. Questa applicazione che può essere scaricata sul proprio cellulare dalle piattaforme Play Store (per dispositivi che utilizzano Android) e App Store (per dispositivi Apple), ed è disponibile sul sito web: www.diacons.it/app, sarà molto utile, come strumento di pronta consultazione, per chi si trova nella necessità di sapere quali diritti e quali obblighi sono previsti nella stipula di un contratto, negli atti di acquisto di un prodotto o di un sevizio e conseguentemente sapere come comportarsi e come far valere i propri diritti. Si utilizza inserendo una o più parole, inerenti al quesito che si intende indagare, nello spazio di ricerca; in relazione a tali parole verranno visualizzate le possibili domande, quindi cliccando su una di queste si renderanno visibili le relative risposte. Prima in forma breve e poi, per chi lo desidera, con un maggiore approfondimento sul tema e anche con il rimando al testo legislativo. Inoltre si possono consultare direttamente, attraverso il motore di ricerca, varie norme legislative di riferimento per i consumatori: Codice del consumo, Codice del turismo, Codice delle assicurazioni private, Testo unico bancario e creditizio. La app prevede tra l’altro anche la possibilità di salvare le ricerche fatte sul proprio diario, disponibile per eventuali consultazioni successive. Inoltre si possono dare giudizi e lasciare commenti sulla funzionalità dello strumento. Anche tenendo conto dei pareri e delle osservazioni degli utenti l’applicazione sarà progressivamente migliorata, ampliata e periodicamente aggiornata. Il progetto ConsumerApp è stato promosso e attuato da un gruppo di associazioni del Friuli Venezia Giulia, Diacons Aps, Federconsumatori FVG (capofila del progetto), Adiconsum FVG, Lega Consumatori FVG. L’elaborazione informatica e l’applicazione sono state realizzate dal laboratorio di ricerca SASWEB del Dipartimento di Scienze Matematiche, Informatiche e Fisiche dell’Università degli Studi di Udine. I testi delle domande e delle risposte sono stati redatti dai legali di Federconsumatori avv. Viviana Beltrame e Stefania Dal Pin.

Edo Billa

Azione collettiva risarcitoria: approvata dall’UE la nuova Direttiva

Una legge per le azioni collettive risarcitorie è già presente da diversi anni nell’ordinamento giuridico italiano ma i consumatori non hanno potuto trarre grossi vantaggi a causa della difficile e limitata possibilità applicativa. Ora però, come in altre occasioni, ci viene in aiuto l’Unione Europea. Infatti il Parlamento Europeo ha recentemente approvato in via definitiva una nuova normativa che consentirà ai cittadini consumatori dell’Unione di intraprendere, con regole adeguate, una class action (azione collettiva risarcitoria), per proteggersi collegialmente dal rischio di azioni abusive da parte di multinazionali, imprese e professionisti in genere. Gli Stati membri avranno tempo due anni per recepire la direttiva nel loro diritto nazionale e di ulteriori sei mesi per applicarla.

I principali obiettivi della nuova regolamentazione sono quelli di migliorare il funzionamento del mercato interno e di facilitare l’accesso alla giustizia per i consumatori. Sarà consentito, infatti, intentare azioni collettive contro professionisti per presunte violazioni di leggi in numerosi settori, quali l’energia e le telecomunicazioni, i servizi finanziari, la protezione dei dati personali, i viaggi e il turismo. Nello specifico l’azione rappresentativa europea consentirà a enti legittimati (quali le associazioni dei consumatori), e non a studi legali, di rappresentare gruppi di consumatori e intentare azioni collettive.

Con il recepimento della nuova Direttiva, che auspichiamo avvenga molto velocemente, senza attendere i due anni massimi previsti, si determinerà una nuova era anche per i cittadini italiani, che permetterà di rispondere adeguatamente alle numerose violazioni dei diritti dei consumatori. Questa nuova direttiva e certamente più equilibrata per tutti, darà maggiori diritti ai consumatori ma garantirà anche i professionisti dalle cause temerarie e infondate, inserendo il principio secondo cui la parte soccombente è tenuta a rimborsare alla parte vittoriosa le spese legali sostenute. I 27 Paesi dell’Ue dovranno instaurare un meccanismo procedurale che consenta agli enti legittimati, come associazioni dei consumatori o organismi pubblici, di intentare azioni rappresentative di natura inibitoria (cessazione o divieto) o risarcitoria (compensazione). L’avvio di azioni giudiziarie transfrontaliere sarà subordinato al rispetto degli stessi criteri in tutta l’Ue da parte degli enti legittimati. Il Parlamento europeo sottolinea che tali enti dovranno dar prova di un certo livello di stabilità e poter rispondere della propria attività pubblica, oltre a dimostrare l’assenza di scopo di lucro, inoltre, sono tenuti a mettere in atto procedure volte a scongiurare influenze esterne o l’insorgere di conflitti di interesse, in particolare se finanziati da terzi.

Massimo Cacciari “Il lavoro dello spirito”: alla riscoperta di una nuova Politica

Un Mare di Libri 2020, Monterosso al mare – Massimo Cacciari presenta: “Il lavoro dello spirito” Ed. Adelphi.

Link video: https://youtu.be/fsHFy4b7Cio.

Il sociologo e filosofo tedesco Max Weber (1864 – 1920) è considerato uno tra i grandi maestri delle scienze sociali e umane del XX secolo. In occasione del centenario della morte, Massimo Cacciari gli dedica la sua ultima opera, “Il lavoro dello spirito”, edito da Adelphi: un’indagine profonda che attraverso la lente del pensiero weberiano ci porta a una lettura problematica dell’oggi, quando la Politica, compressa tra scienza e capitale, sembra aver esaurito la propria missione.

Il «lavoro dello spirito» è il lavoro creativo, autonomo, il lavoro umano considerato in tutta la sua attuosa potenza, e volgersi alla sua affermazione significa liberazione di ogni attività dalla condizione di lavoro comandato, dipendente, e cioè alienato. Ma il suo dissolversi nella forma capitalistica di produzione, nell’universale macchinismo, che fagocita quella Scienza che pure è l’autentico motore dello sviluppo, finisce col delegittimare la stessa autorità politica, che nella «promessa di liberazione» trova il proprio fondamento. La «gabbia di acciaio» è destinata dunque a imprigionare anche quel «lavoro dello spirito» che è la prassi politica? Lo spirito del capitalismo finirà col destrutturare completamente lo spazio del Politico, riducendolo alla forma del contratto? O tra Scienza e Politica sono ancora pensabili e possibili relazioni che ci affranchino dal nostro «debito» nei confronti del procedere senza mete né fini del sistema tecnicoeconomico? Sono le attuali domande che, un secolo fa, nessuno ha posto con la drammatica chiarezza di Max Weber – e con le quali, oggi, Massimo Cacciari si confronta.

Consumi e prezzi dopo il coronavirus

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La ripresa dei consumi nella fase di uscita dalla pandemia in atto, è in tutta evidenza la chiave del rilancio economico, produttivo e occupazionale. Non è invece facilmente prevedibile con quali caratteristiche e con quale intensità e progressività, il riavvio dei consumi avverrà. Si può pensare che il trauma individuale e collettivo causato dal diffondersi del virus possa aver creato nelle persone atteggiamenti verso i consumi, almeno in parte, differenti rispetto al passato. Ci potrà essere maggiore attenzione verso acquisti più sostenibili, meno superflui, oltre che una significativa modifica dei comportamenti, generalmente più inclini al risparmio e alla riduzione dello spreco. D’altro canto, dopo un periodo di restrizioni, ci sarà la voglia e la necessità di una maggiore libertà e con essa una spinta verso spese che erano precedentemente precluse o rimaste per un certo periodo sopite, oltre al desiderio di momenti di svago comunitari e collettivi.

Rispetto a questa duplice possibile condotta, il mercato non sarà per un certo periodo completamente in linea con le richieste e le aspettative delle persone. Inoltre su questo scenario pesa un’altra incognita, quella dei prezzi dei prodotti di consumo e dei servizi. Possiamo osservato già in questo periodo un sensibile aumento dei prezzi di diversi prodotti. D’altronde i costi di produzione e di distribuzione non potranno essere quelli, almeno per un certo tempo, precedenti alla crisi, considerando che l’organizzazione del lavoro dovrà prevedere misure di distanziamento e di protezione dei lavoratori, con conseguente riduzione dell’efficienza e aumento dei costi che si ripercuoteranno sui prezzi.

Quindi le famiglie, nella congiuntura che si prospetta, non tutte allo stesso modo, subiranno un duplice contraccolpo, da una parte vedranno ridotti gli introiti reddituali e dall’altro soffriranno dell’aumento del costo della vita. Conseguentemente diminuirà la domanda complessiva, tale riduzione genererà una più lenta ripresa delle attività produttive e dell’occupazione, con un doloroso arretramento del sistema economico.

Per scongiurare situazioni di grave crisi economica e per ridurre l’impatto negativo sui cittadini consumatori e sulle imprese, saranno necessari importanti interventi pubblici, da un lato per stimolare gli acquisti e dall’altro per favorire utile occupazione.

Sarà indispensabile stanziare dei sussidi mirati per quelle famiglie che non hanno le risorse per poter sostenere consumi adeguati, e stimolare la spesa di coloro che non hanno subito riduzione di reddito o che possono disporre di sufficienti risparmi utili ad avviare iniziative che generano lavoro, ad esempio investendo nella propria abitazione per ristrutturazioni, efficienza energetica, produzione di energia da fonti rinnovabili. Per promuovere questi investimenti sarà molto utile l’aumento degli sgravi fiscali sulle spese sostenute. Inoltre saranno necessari importanti investimenti pubblici, in particolare nella scuola, nella sanità, nella ricerca, nell’ambiente e nell’efficienza energetica, nella rete ultra larga, nell’adeguamento delle infrastrutture viarie e della messa in sicurezza del territorio.

Infine, non è di secondaria importanza, considerando che in questa fase così incerta, ci saranno sicuramente persone senza scrupoli che vorranno approfittare del momento per mettere in atto speculazioni di ogni tipo a danno dei cittadini consumatori e dell’economia in generale, è opportuno attrezzare un adeguato sistema di sorveglianza pubblica democratica. Sarà necessario quindi costituire dei “Comitati prezzi” sia a livello nazionale che regionale e territoriale, con il compito non soltanto di sorvegliare e denunciare gli abusi sui prezzi, ma anche per vigilare sul corretto funzionamento del mercato. Pertanto è necessario che le forze sociali propongano fin d’ora al Governo nazionale e locale iniziative, azioni e comportamenti utili alla ripresa economica e alla contemporanea tutela dei cittadini consumatori.

Edo Billa

 

Economia della condivisione: la partecipazione dei consumatori

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L’idea e la pratica della responsabilità sociale nell’ambito economico e nelle azioni delle imprese sta   avendo un’evoluzione significativa; vari soggetti, e in particolare dirigenti aziendali di diverse strutture, intraprendono nuovi comportamenti nella direzione della sostenibilità sociale ed ambientale.

Alcune imprese lo fanno per opportunismo, attuando comportamenti finalizzati solo a cogliere la maggiore sensibilità sul tema da parte dei consumatori e degli investitori. Altri invece hanno intrapreso la strada della responsabilità sociale per convinzione e ritengono che lo sviluppo duraturo   della propria impresa passi proprio attraverso una visione completa di sostenibilità complessiva delle proprie azioni.

Il passo decisivo verso una effettiva generale sostenibilità e un reale progresso può avvenire, tuttavia, solo attraverso un maggiore coinvolgimento, aperto e trasparente, dei vari soggetti che   compongono il mercato e in primo luogo con il cittadino consumatore. Se decidiamo di acquistare   un prodotto con una confezione ridotta e di materiale riciclabile, non scegliamo solo una merce ma anche un sistema di valori etici, di sostenibilità e responsabilità che avrà influenze sul   sistema produttivo e sulla filiera commerciale. La sfida è quella di riuscire a mettere in stretto rapporto il mondo della produzione con quello del consumo in un’autentica co-relazione, valorizzando i molteplici punti di vista e promuovendo comportamenti di maggior responsabilità e sostenibilità complessiva.

Il sistema economico fino a qualche anno fa dominante, ci ha abituato a una conflittualità tra i diversi interessi, dove l’elemento del tornaconto immediato era prevalente. Questo ci ha spinto verso una concorrenza sfrenata che spesso non tiene conto degli impatti sociali, delle ricadute sul territorio e più in generate sull’eco sistema mondiale, con i danni e le conseguenze anche drammatiche che conosciamo.

È necessario superare il semplice interesse particolare e aprirsi ai bisogni più generali per tutti e per l’ambiente. Ognuno di noi deve aumentare la consapevolezza che abbiamo bisogno di promuovere un sistema di relazioni più avanzate che allarghi il modello di governance alla partecipazione di tutti coloro che sono parte dell’insieme socio-economico, rinunciando a una parte di potere o di interdizione.

Il sistema partecipativo può essere attivato in vario modo. Attraverso i corpi intermedi, che devono acquisire reale rappresentanza e maggiore competenza, avviando modelli sperimentali di governance democratica, inclusiva, aperta e continuativa.   Aprendo   ogni   ambito   economico   agli interessi dei vari stakeholder, i quali dovrebbero poter direttamente interagire positivamente nel sistema produzione-consumo. Gli strumenti messi a disposizione dai sistemi web interattivi e social media possono in modo pro-attivo e continuativo aiutare i vari soggetti a esprimere le proprie opinioni circa la strategia di sviluppo produttivo, la qualità dei prodotti, proponendo soluzioni, anticipando problemi a partire dalla propria esperienza e competenza, come esplorazione fondamentale del futuro possibile. Un dialogo aperto e trasparente che parta dalla consapevolezza della reciproca necessità di collaborazione, per giungere alla costruzione del benessere reciproco e generale.

Adam Smith nel 1776 così si esprimeva: “Il consumo è il solo fine e scopo di ogni produzione; e non si dovrebbe mai prender cura dell’interesse del produttore, se non in quanto ciò possa tornare necessario per promuovere quello del consumatore”.

E. B.

Democrazia economica: ora credo che i tempi siano definitivamente maturi

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“Ci penso da un bel po’ – scrive Enrico Letta in “ho IMPARATO” pp. 150, 151 – … . Ora credo che i tempi siano definitivamente maturi. L’antica contrapposizione tra l’imprenditore e il lavoratore continua a dominare le relazioni industriali. Con gli epocali ed enormi cambiamenti di scenario, mi pare che i due soggetti siano piuttosto nella stessa parte della barricata. Dall’altra ci sono la globalizzazione, la Cina, la finanza speculativa, la concorrenza sleale, le potenze industriali emergenti. È venuto il momento di mettere finalmente a fattore comune l’interesse al successo dell’impresa che unisce o dovrebbe unite chi la guida e chi lavora. Dobbiamo, cioè, applicare una “via italiana” al modello tedesco della cosiddetta Mittbestimmung, la compartecipazione dei lavoratori alla scelta dei vertici aziendali. Ne ho discusso molte volte col compianto Carlo Dell’Aringa, grande economista del lavoro, e mi sono convinto che questo modello sia alla base della competitività e della produttività dell’industria tedesca e che sia dimostrando proprio ora la sua modernità. Come mostrano in lavori sulla contrattazione collettiva di Andrea Garnero, economista italiano all’ Ocse, coinvolgere una rappresentanza dei lavoratori negli organi di direzione dell’impresa contribuisce ad aumentare la consapevolezza di tutti e rende fattibili scelte coraggiose e necessario, altrimenti impraticabili o molto faticose. Ho partecipato negli anni a molti seminari di studio sul tema. E tante volte mi sono sentito ripetere che questo modello non andava bene per l’Italia. Non ci credo. Anzi sono sempre più persuaso che in un tempo di sfide globali e inedite, come quello in cui viviamo, il successo dell’Italia mondiale, con la sostenibilità del suo sviluppo, passi anche dalla capacità di assumere decisioni come questa, coraggiose e controcorrente”.

Incidere sul mercato e sull’economia attraverso le scelte di acquisto

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Anche le associazioni dei consumatori del nostro Paese, dovrebbero iniziare seriamente a organizzare i cittadini consumatori per incidere sul mercato e sull’economia attraverso le scelte di acquisto. Questo ambito di azione, cioè la “democrazia nel mercato”, ha un carattere decisamente innovativo e può diventare di straordinaria importanza sociale e politica, ma necessita ancora di essere concretamente esplorato. Quel potere che i consumatori, come singoli o in modo organizzato, hanno di incidere nel mercato e nell’economia attraverso le proprie scelte di consumo, di investimento finanziario, di opinione sui prodotti e servizi, ha incontrato nel passato non pochi problemi di percorribilità. Infatti questi comportamenti attivi per essere incisivi devono essere condivisi da gruppi importanti di consumatori. Come noto il consumatore agisce in modo frammentato e isolato e non è normalmente in grado, nella pratica spontanea di consumo, di spostare le scelte di produzione e gli indirizzi economici. Quindi necessita una condivisione collettiva degli obiettivi e dei comportamenti di consumo. Se fino a qualche anno fa questa azione collettiva era quasi impossibile, oggi con i mezzi di comunicazione, interazione e condivisione online, è alla nostra portata. Questo però comporta una nuova mentalità in relazione al mercato, l’utilizzo diffuso dei nuovi strumenti web, approcci e metodi innovativi di relazione e organizzazione delle politiche a favore dei cittadini consumatori.

Questa strategia può ora contare su una nuova realtà come l’associazione Diacons, nata proprio per creare strumenti informatici, piattaforme online e supporti in rete finalizzati a ridurre l’asimmetria informativa e organizzare i cittadini nelle scelte di acquisto, inoltre per fornire informazioni e consulenze utili, innanzitutto alle associazioni di rappresentanza dei consumatori, per promuovere la “democrazia” anche nell’ambito del mercato.

Edo Billa

Convegno: Verso la liberalizzazione completa del mercato dell’energia

P1110524La fornitura di energia elettrica e gas è una delle maggiori necessità di tutte le società avanzate, sia per le attività economiche che per la vita civile delle famiglie. Garantire perciò gli approvvigionamenti energetici, trasformarli e distribuirli all’utenza è una attività centrale e di grande responsabilità. Su questa materia quindi i Legislatori, ai vari livelli, hanno definito delle regole, sia per garantire la fornitura sia per rendere efficiente il mercato nel suo complesso.
In Italia ormai da anni è disciplinata la vendita liberalizzata di energia elettrica e gas anche per piccoli utenti, come le famiglie e le imprese con basso consumo e molti utenti hanno già scelto di acquistare energia sul mercato libero. La maggior parte dei consumatori però è rimasta nel cosiddetto mercato di maggior tutela, che prevede l’acquisto di energia attraverso l’Acquirente Unico e la vendita a prezzi decisi trimestralmente dall’Autorità di regolazione. La legge sulla Concorrenza del 2 agosto 2017 ha stabilito, tra l’altro, che dal 1 luglio 2019 cessi il servizio di maggior tutela nel mercato. Di conseguenza gli utenti retail, ovvero utenti domestici e non domestici di piccola e media dimensione, dovranno acquistare energia sul mercato libero.
Questa determinazione ha visto le associazioni dei consumatori in buona parte contrarie, ritenendo che il mercato tutelato facesse da calmiere ai prezzi e temendo inoltre che si possa verificare un “assalto alla diligenza” dove i consumatori potrebbero soccombere e alla fine vedersi una bolletta più salata e con meno garanzie di servizio. Alla fine il Legislatore nazionale, in sintonia con la Commissione europea, convinto che la competa liberalizzazione del mercato dell’energia porti maggiore concorrenza e conseguentemente una riduzione delle tariffe, ha impostato la legge con una serie di garanzie per gli utenti, demandando la definizione della normativa di dettaglio all’Autorità di regolazione ARERA e al MISE.
Pertanto ora siamo in una fase delicata di deliberazione dei provvedimenti che riguardano: l’implementazione dell’albo dei venditori; le linee guida per i contratti commerciali per gruppi di acquisto; la campagna informativa nazionale per la fine della maggior tutela; il portale informatico per la comparazione delle offerte di vendita per il retail; il rapporto di Arera sul monitoraggio sugli standard minimi per i consumatori; la revisione del Bonus energia e gas; le modalità attuative per la fine della maggior tutela e l’impatto dell’offerta placet.
L’obiettivo del convegno è dare un contributo per garantire che il mercato, completamente liberalizzato, sia efficiente e possa assicurare una riduzione dei costi delle bollette per i 37 milioni di consumatori retail di elettricità e dei 21 milioni del gas. A tale riguardo, la corretta attuazione degli otto provvedimenti che dovranno essere deliberati dall’ARERA e o dal MISE nei prossimi mesi e il leale comportamento delle aziende di vendita di energia saranno di fondamentale importanza, le associazioni dei consumatori, dal canto loro, intendono non solo sorvegliare tutto il percorso di liberalizzazione al fine di tutelare i consumatori, ma anche intervenire per rendere sicura una riduzione del prezzo dell’energia e una efficacia nelle forniture, proponendo fin d’ora, in caso di fallimento della completa liberalizzazione del mercato energia, l’eventuale ritorno al mercato tutelato.

Edo Billa

Politiche di gestione della risorsa rifiuti: l’economia circolare  

 

IMG_6509 (2)La problematica della sostenibilità ambientale e del corretto utilizzo e riuso delle risorse naturali è tra le principali preoccupazioni che gli attori politici ed economici responsabili si pongono; oc­corre infatti salvaguardare il pianeta dai rischi provocati sia dall’inquinamento e dal riscaldamen­to globale che dalla limitatezza delle risorse disponibili necessarie per garantire un’esistenza decorosa a tutti gli abitanti del pianeta. La vita civile e lo sviluppo economico, prerogative fino a qualche decennio fa di una parte ridotta dell’umanità, si estendono sempre più richiedendo uno sfruttamento delle risorse naturali ai limiti della sostenibilità. Pertanto lo sviluppo di quella che viene definita “economia circolare” si rende sempre più necessario, considerando che solo attraverso questo modo di produrre e consumare sarà possibile salvaguardare le risorse della Terra per le future generazioni.

Di fronte ad un problema globale le azioni necessarie a promuovere l’economia circolare si de­vono moltiplicare nel particolare, nel territorio. Ogni azienda produttrice, ogni consumatore, ogni operatore pubblico e privato, devono attuare comportamenti coerenti con gli indirizzi generali dell’ economia circolare che prevede il riuso ed il riciclo di ogni bene materiale utilizzato per le necessità di vita dignitosa e civile di ogni individuo.

La moderna produzione e distribuzione industriale dei beni di consumo genera invece una quan­tità enorme di prodotti che, con le loro confezioni e imballaggi, dopo essere utilizzati diventano rifiuti.

Il primo obiettivo è quindi quello di realizzare confezioni e imballaggi, destinati a divenire rifiuti, con materiali non inquinanti minimizzando le parti non riutilizzabili e massimizzando quelle riu­tilizzabili o riciclabili.

Il secondo riguarda il comportamento dei distributori e dei cittadini che dovrebbero anzitutto evitare sprechi e imballaggi inutili e quindi realizzare un’adeguata separazione dei materiali e conferirli nel modo più adeguato possibile.

Il terzo e decisivo obiettivo consiste nel raccogliere il materiale di scarto e utilizzarlo come mate­ria prima realizzando quindi un’economia circolare.

Nella consapevolezza che i comportamenti sopra elencati sono determinanti per uno sviluppo sostenibile sia il legislatore Europeo che quello Nazionale e recentemente quello Regionale han­no prodotto norme di grande importanza che tutti i soggetti sono chiamati non solo a rispettare ma anche ad attuare nel migliore dei modi.

L’attuazione delle norme in materia di economia circolare sono al centro dell’attenzione in molti settori, sapendo che sono necessarie nuove idee, ricerca, sperimentazione e concretizzazione di reali obiettivi di miglioramento e di buone pratiche, nell’atteggiamento e nell’organizzazione in primo luogo dei gestori della raccolta e trattamento dei rifiuti e nei comportamenti dei consuma­tori, oltre che dei produttori e dei distributori.

Occorre riconoscere che l’attività di riutilizzo e riciclo dei rifiuti comporta inizialmente maggiori costi, soprattutto per i nuovi investimenti necessari; in prospettiva, però, si possono realizzare non solo un’economia nella gestione e nuova occupazione ma anche ricadute positive per i con­sumatori e gli utenti. E’ quindi necessario fissare gli obiettivi con la massima oculatezza possibile e con investimenti efficaci e verificati democraticamente in modo trasparente.

La massima efficienza della raccolta differenziata, la tariffa puntuale, le modalità e i tempi di con­ferimento e di prelievo dei rifiuti, il corretto e più efficiente riusoriciclo dei materiali, il conferimento più ridotto e meno inquinante possibile del residuo non più riciclabile sono quindi indispensabili.

Il convegno tenutosi a Udine il 27 febbraio 2018 presso il palazzo della Regione, ha messo a confronto su questi argomenti le varie idee, le conoscenze, le esperienze per mettere in campo il miglior risultato possibile, nella direzione di una reale economia circolare e quindi contribuire a salvaguardare la sostenibilità di tutto il pianeta.

Edo Billa